Iron Maiden, Senjutsu, Podcast e silenzi vari

In un periodo dove non è che senta esattamente la necessità di divulgare (contrariamente a quanto dichiaravo diverso tempo fa ma, sapete com’è, negli ultimi 20 mesi si è capovolto praticamente tutto e chi poteva immaginarlo), il nuovo album degli Iron Maiden mi ha inevitabilmente costretto a scrivere e parlare di nuovo.

La recensione è su MusicAttitude, senza alcuna condivisione social di sorta, è stata letta da oltre 2.000 utenti unici nel giro di 48 ore. Considerando le migliaia di pezzi riguardanti “Senjutsu” che ci sono in rete e sui social, questo è tutt’altro che un risultato scontato. Detto anche che non è la solita recensione ciclostilata.

Per non perdere l’abitudine il pezzo è stato trasposto anche su The Heavy Talk.

In realtà l’abitudine non è stata poi persa per nulla, considerando che da inizio 2021 sono stato fortunato nel poter lavorare con continuità con Metalitalia, occupando un ruolo certamente diverso dai miei precedenti, che sto particolarmente apprezzando, in quanto avevo oramai dimenticato cosa volesse dire avere a che fare con persone che rispettano e riconoscono la tua professionalità ben oltre le apparenze e le mere necessità momentanee.

Insieme a loro abbiamo lavorato sui canali social del brand e registrato già diversi podcast: nel più recente parlavo con due redattori proprio del nuovo album dei Maiden (senza però averlo ancora ascoltato direttamente). Vi lascio il link sotto nel caso voleste approfondire un contenuto che, in questo caso, ha totalizzato oltre 4.000 riproduzioni nei tre giorni immediatamente precedenti alla release effettiva del disco.

Per il resto non è ancora il momento di svaccare troppo, molte cose devono ancora (iniziare a) risolversi, quindi è prematuro lasciarsi andare “pubblicamente”, rispondendo a tante domande che mi sono arrivate negli ultimi nove mesi. Probabilmente servirà aspettare ancora, credo fino al prossimo aprile indicativamente, quando magari anche in Italia ci sarà un protocollo per poter tornare ad andare ai concerti in 10-20-50mila persone contemporaneamente.

Sperare non costa nulla.

About the author

JC

Classe 1980. Giornalista pubblicista dal 2005. Digital Strategist e Papà Metallaro dal 2012. Malato di Musica da sempre. Ho lavorato per Onstage Magazine (2011-2020) e fondato Outune.net (2006-2016).

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