L’amarcord ci salverà (ancora per un po’)

Se gestite un sito di musica o se lavorate per una testata che ne tratta, avrete notato come (almeno nell’ultimo anno) sia diventata un’esigenza indispensabile avere integrato nel piano editoriale un calendario che comprenda quante più date “buone” per parlare di anniversari di album, di compleanni, di ricorrenze.

Certo si faceva anche prima, ma con meno puntualità, con meno necessità, anche con maggiore superficialità. Ora è diventato essenziale farlo, oltre a sapere come veicolare i contenuti che si producono (da articoli a post fino a semplici copertine dei dischi ricondivise sui social) su questi argomenti. Il pubblico si è spaccato a metà, chi ha più di 30 anni ha assolutamente bisogno di rivivere determinate ricorrenze (siano esse legate a concerti, dischi o artisti) anche perché non si riconosce più nella musica attuale e in quello che gira su Spotify.

In realtà i motivi sono molti di più ma fondamentalmente serve sfatare un mito che gira sui social di questi tempi: non è vero che sia una moda passeggera o tanto meno qualcosa che prima non esistesse. Tant’è vero che l’industria discografica si regge da diverso tempo sulle ristampe e le edizioni celebrative di successi del passato. Anzi, sono forse le ultime copie fisiche che davvero si vendono in abbondanza.

Quando nel 2013 insieme al Masna pubblicammo Musicologia.outune.net in tanti ridevano. Oggi forse ridono meno mentre si affannano a mettere insieme un calendario di ricorrenze che possano sfruttare con il pubblico che segue i loro progetti sui social. Non sapete quante volte mi sia già successo di uscire per primo con alcune celebrazioni e, nel corso della giornata, vedere un botto di post e articoli pubblicati successivamente che celebravano lo stesso contenuto (che avevo postato la mattina o la sera prima).

Bisogna conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro, diceva Tucidide. Se parli di musica e pretendi di fare il giornalista musicale (o blogger, o critico, o influencer se proprio ci credi) devi anche sapere che la musica prima o poi torna sempre indietro, rievoca gli antichi e fondamentalmente celebra il tanto temuto rock and roll. E se tu per primo, in fondo in fondo, non ne sai un cazzo, puoi giusto copiare e rincorrere. Ma questo è un altro argomento.

About the author

JC

Classe 1980. Giornalista pubblicista dal 2005. Digital Strategist e Papà Metallaro dal 2012. Malato di Musica da sempre. Ho lavorato per Onstage Magazine (2011-2020) e fondato Outune.net (2006-2016).

View all posts