Ma tu che fai di lavoro?

Quando devi rispondere a questa domanda hai due alternative: o inventi una bugia, oppure dici la verità.
Io ho sempre detto la verità. E anche i miei parenti più stretti (sin dai primissimi anni Duemila) hanno sempre avuto l’idea che li stessi prendendo in giro.

(nella foto in evidenza: un po’ di delirio insieme ai Meshuggah e all’ottimo collega Simone Sacco)

Perché nessuno credeva che uno potesse campare facendo robe tipo:
– il giornalista (senza scrivere su carta stampata ma sul “web che ha ucciso il vero giornalismo”);
– smanettare online con vari open source e gestire un server (senza esser un programmatore);
– costruire siti web (senza essere web designer), alimentandoli, modificandoli e lanciando sottodomini di varia natura;
– gestire pr, stringere partnership, organizzare trasferte, seguire eventi (senza essere promoter o ufficio stampa);
– gestire business plan, collaboratori e controllare costi (senza essere nemmeno un impiegato amministrativo);
– gestire un ad server, pianificare campagne adwords, gestire business manager, pianificare piani editoriali differenziati per i social (senza essere uno specialist e nemmeno un social media manager).

E in effetti non avevano mica torto i miei parenti più stretti. O meglio, si campa voglio dire. Ma dopo 20 anni sei comunque sempre allo stesso punto. Ovvero che era meglio dire una bugia senza provare a spiegare che cavolo di lavoro sai fare e ciò di cui ti occupi.

Detto questo, dopo oltre 20 anni di lavoro e a distanza di 16 anni dal lancio della mia testata editoriale online, sono finalmente riuscito a mettere insieme un po’ di cose: sia quelle prodotte nel tempo, sia quelle che faccio ancora oggi. Su alcuni siti devo ancora pulire a livello di codice un numero considerevole di articoli, ma non è una cosa che mi toglie al momento il sonno.

Lascio qui sotto i link cercando di spiegare rapidamente cosa si troverà seguendoli.

THE HEAVY NETWORK: è dove, tra le altre cose, spiego come si fanno a fare numeri sui social e quanto si deve spendere per farlo bene. E’ anche una delle cose su cui ricevo più minacce (perché spiego anche chi truffa, chi fattura etc) e richieste. Segno che il servizio funziona eccome.

THE HEAVY TALK: è il mio podcast che viene alimentato casualmente. E’ stato lanciato a inizio 2020. A volte ha raccolto anche dei live streaming che sono raggruppati qui dentro.

METALITALIA PODCAST: qui faccio il Mike Bongiorno della situazione, insieme a una realtà con cui collaboro da tempo e che aiuto dal punto di vista strategico e sui canali social.

MUSICOLOGIA: la storia della musica degli ultimi 60 anni. Un progetto lanciato nel 2013 che è una sorta di testamento online. E’ un mastodonte di oltre 2 milioni e 600 mila caratteri. Una delle cose di cui vado più fiero in assoluto.

ARCHIVI STORICI: qui c’è l’eredità in forma scritta di 15 anni di giornalismo. Oltre 1.700 interviste, 5.500 dischi e più di 1.600 report di concerti. Pezzi miei e di vari ottimi collaboratori che coprono gli eventi musicali più importanti accaduti tra il 2005 e l’inizio del 2020. Come abbiamo fatto? A posteriori non so nemmeno spiegarlo.

MUSIC ATTITUDE: è la mia testata, si chiamava Outune fino al 2016. A dire il vero il mio ruolo qui è abbastanza marginale da quasi 4 anni ma il fatto che continui a esistere non può altro che farmi piacere.

About the author

JC

Classe 1980. Giornalista pubblicista dal 2005. Digital Strategist e Papà Metallaro dal 2012. Malato di Musica da sempre. Ho lavorato per Onstage Magazine (2011-2020) e fondato Outune.net (2006-2016).

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