Nel 2019 è (forse) tornata la Musica

Dopo il concerto di Salmo al Forum di fine 2018, avevo espresso nell’abituale diretta che faccio (facevo?) su Facebook alcuni concetti: la musica è una cosa seria e Salmo lo dimostra a chi crede che per fare rap basti mettere una base e usarci il vocoder sopra; la gente deve tornare ad ascoltare musica vera; abbiamo toccato il fondo negli ultimi due anni, sarebbe ora che si tornassero a fare canzoni e concerti veri.

Bè per una volta non ci avevo visto male. Nel 2019 le canzoni sono tornate a farla da padrone. Anche se in Italia la cultura musicale rimane totalmente assente e si è ancora convinti che il massimo sia ciò che succede a Sanremo (e la cosa è talmente vera che gli artisti in primis vogliono andarci tutti a priori), e all’opposto si vive di classifiche su Spotify dove fanno milioni di streaming per poi riempire a malapena un palazzetto in un tour dove (teoricamente) avresti dovuto avere milioni di potenziali spettatori che ti avevano stra-ascoltato in streaming, qualcosa si è realmente mosso.

E si sono mossi i giganti veri della musica leggera nazionale, vicino alla novità dirompente di Ultimo (la cui classicità funziona molto bene anche coi 20enni solitamente rincoglioniti da focaccine dell’esselunga e trap-pisti fattoni), sono tornati sulle scene Tiziano Ferro e Cesare Cremonini, prossimi 40enni nel 2020 e certezze assolute in termini di qualità e personalità.

Il fatto che in molti degli abituali fan dei due di cui sopra siano rimasti sorpresi dai nuovi inediti (Tiziano si è messo in discussione evitando la comfort zone che aveva fatto le sue fortune in passato, Cesare oramai fa art-pop e spesso confeziona canzoni che per alcuni versi vanno a pescare anche dal progressive UK settantiano) è un segnale positivissimo, che dimostra come si possa fare musica buona e continuare a dominare le classifiche (e riempire stadi e palazzetti, che è poi l’unico vero obiettivo possibile per chi vuole campare di musica per più di qualche anno).

Anche il Rock si è svegliato dopo qualche anno di moria generalizzata. Il ritorno dei Tool è stato il traino che ha scosso artisti e ascoltatori da uno stato catatonico dove solo le “vecchie” glorie continuano a fare numeri. E la cosa bellissima è che nel 2020 andrà ancora meglio, grazie a una stagione di concerti pazzesca.

Il nuovo decennio porterà qualcosa di nuovo in termini di qualità? Ancora presto per dirlo, quel che è certo è che per una volta le premesse sono positive e il 2020 sarà decisamente un anno “interessante”. Ed è già qualcosa, arrivando da un periodo che dal “deprimente” del 2015/17 era svoltato nel “complicato” tra 2018/19. Magari ora troveremo un po’ di discesa…

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JC

Classe 1980. Giornalista pubblicista dal 2005. Digital Strategist e Papà Metallaro dal 2012. Malato di Musica da sempre. Ho lavorato per Onstage Magazine (2011-2020) e fondato Outune.net (2006-2016).

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